Frascati Rugby Club – Comunicato

Avevamo deciso, come da quattro anni a questa parte, di non dar seguito a polemiche, menzogne e illazioni infondate, perché la nostra cifra distintiva è sempre stata quella di far parlare il campo e i risultati raggiunti. Ma stavolta no: la misura è colma.
Ora è necessario davvero fare chiarezza rispetto alle ultime vicende che ci vedono protagonisti, nostro malgrado, insieme alla società Rugby Union che ha negato – se non a fronte di 8mila euro – i nulla osta di prestito a 3 suoi ex giocatori, la cui unica “colpa” è stata quella di scegliere il nostro club per praticare attività sportiva.
È innanzi tutto doverosa una premessa: ribadiamo con forza un principio che riteniamo fondamentale, cioè la facoltà di ogni atleta di essere libero da ogni vincolo sportivo, come si evince anche dalla Campagna nazionale a cui aderiamo già da tempo, nonché da tutti i nulla osta che in questi anni abbiamo gratuitamente concesso.
Detto ciò, passiamo adesso in rassegna i fatti, quelli realmente accaduti e supportati dai verbali della Commissione Paritetica della Federazione Italiana Rugby.
– Dopo la retrocessione in Serie C della Rugby Union nell’estate 2019 – che nel 2018 aveva acquistato il titolo per accedere alla Serie B – alcuni suoi tesserati espressero la volontà di poter giocare con il nostro club, chiedendo dunque alla Union il nulla osta al trasferimento. Richiesta non necessaria per i 3 ragazzi maggiori di 27 anni già arrivati da noi, ma negata a Tiberio B. (21 anni), Filippo G. (20 anni) e Kevin F. (23 anni) se non dietro compenso per l’indennità di formazione che però, in questo caso, venne svolta da un’altra società e non di certo dalla Union, fondata nel luglio 2015.
– Nei giorni scorsi, la Commissione Paritetica di conciliazione della FIR ha emesso una sentenza, dopo aver ascoltato i 3 ragazzi che hanno ribadito di essersi volontariamente avvicinati al Frascati Rugby Club (non il contrario come si evince dal recente comunicato della Union) e chiedendo di poter giocare con noi. La decisione della Commissione è stata questa: svincolare gratuitamente uno dei 3 ragazzi (Filippo G.) e chiedere un’indennità di formazione totale di 2.770 euro per gli altri due. Non quindi gli 8mila euro richiesti solo per il trasferimento al Frascati Rugby Club e che invece la Union non avrebbe preteso da altre società, verso le quali il trasferimento sarebbe stato a titolo gratuito, come ribadito più volte ai ragazzi e riportato alla stessa Commissione. Praticamente questi signori, difensori delle tradizioni rugbistiche più antiche, hanno detto a 3 ventenni che se avessero giocato con il Frascati Rugby Club avrebbero dovuto pagare, se invece fossero andati in altre società, sarebbero stati svincolati gratuitamente. Complimenti davvero per il modo a dir poco singolare di tramandare ai giovani i valori di questo nobile sport.
– Ora, relativamente alle accuse infamanti a nostro carico, facciamo sapere che continueremo a difendere il nome e la rispettabilità del nostro club nelle opportune sedi; per quanto riguarda invece la questione che più ci sta a cuore, abbiamo deciso di provvedere noi al pagamento di questa “indennità” così da permettere ai ragazzi di riprendere gli allenamenti con la squadra e il club che oggi hanno scelto. La storia purtroppo sembra non aver insegnato molto ad alcuni, visto che già nel 2015 questi signori – allora Tusculum – denunciarono 21 ragazzi, ritenendo che la loro scelta di aderire al nostro progetto sportivo dopo il fallimento del Rugby Città di Frascati fosse una «manovra truffaldina», così come compare nell’atto giudiziario di oltre 20 pagine notificato a ciascuno di loro. Abbiamo visto come è andata a finire e ringraziamo quei ragazzi che ancora oggi rappresentano il fulcro della nostra squadra seniores e ci riempiono d’orgoglio. Dal 2015 siamo cresciuti non solo numericamente, diventando la quarta società rugbistica del Lazio, ma anche nella consapevolezza che se il passato non insegna, il presente e il futuro sapranno rendere giustizia a chi davvero la merita.